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Cosa comprerebbe Gesù?
Anche quest'anno, inesorabile e impietoso, il Natale è alle porte.
Rassegnati
all'inevitabile, camminiamo con lo sguardo fisso a terra nella vana
speranza di riuscire a evitare la vista e l'orrore degli addobbi, dei
festoni, quei riprorevoli babbi natale appesi ai balconi con tanto di
scaletta e quei tristi signori che si aggirano per le strade travestiti
da pastori sardi suonando la cornamusa.
Per portare un po' di sollievo alla pena che caratterizza il difficile momento, arriva in soccorso il documentario What Would Jesus Buy? (Cosa comprerebbe Gesù?), ultima opera del Reverendo Billy, fondatore della Chiesa dello Stop Shopping.
Il documentario, prodotto da Morgan Spurlock (il produttore di Super Size Me),
segue le gesta del Reverendo che accompagnato dal suo coro gospel
percorre i luoghi piu' sacri dello shopping compulsivo inscenando
surreali messe anti consumistiche.
Per ora il film circola solo negli USA. Per fortuna c'è la rete. |
See free
Un sito provocatorio che propone un prodotto immaginario ma futuribile:
occhiali contro l'inquinamento visivo dei cartelloni pubblicitari.
Perchè lo spam è ovunque.
Link» 
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Made you think
Un semplice intervento su una materia molto diffusa sui nostri
marciapiedi. L'importante è provocare una reazione nell'ignaro
passante. Conciso ed efficace.
Link»

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Delete!
Nell'estate 2005, in una trafficata via di vienna ogni forma di
comunicazione commerciale è scomparsa. loghi, cartelli e manifesti sono
stati coperti, col benestare dei commercianti, da una superficie
gialla. Secondo gli autori, i due artisti austriaci Christoph
Steinbrener e Rainer Dempf, questa bizzarra performance crea il deserto
nel mezzo di una città, l'assenza di significanti provoca
disorientamento ed horror vacui. Link» Galleria di immagini»

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Delocator
Delocator è un database accessibile online che permette di cercare i
bar indipendenti di una data zona degli States mettendoli a confronto
con quelli della grande catena Starbucks. Il progetto del collettivo
finishing school consente ai gestori di locali non in franchising di
pubblicizzarsi gratuitamente e si presta per essere applicato anche per
catene commerciali di altro tipo. Link»
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Microrevolt
MicroRevolt propone il lavoro a maglia come atto di resistenza
molecolare contro la standardizzazione dell’abbigliamento. La polemica
è diretta in particolare alle multinazionali come Nike e Gap colpevoli
di sfruttare i lavoratori dei paesi più poveri. Sul sito è disponibile
anche un software in grado di trasformare qualsiasi immagine in
progetto da realizzare a maglia o all’uncinetto. Link»
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How Stuff is Made
HowStuffisMade è un’enciclopedia visuale che documenta i processi di fabbricazione, le condizioni di lavoro e l’impatto ambientale di prodotti attualmente nel mercato. La struttura è quella aperta dei wiki ma gli inserimenti sono fatti da studenti in maniera estremamente rigorosa. L’intento è quello di promuovere una maggior trasparenza sui processi industriali che stanno alla base economia globale. Link»

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Meet the world
Meet the world è una campagna realizzata dall'artista brasiliano Icaro
Doria per conto della rivista portoghese 'grande reportagem' di Lisbona
ha creato dei infografici sulla situazione sociale di vari stati del
mondo a partire dalle loro bandiere. Link»  |
I have pop
Tra giugno e novembre 2004, 10 paia di scarpe di cemento sono state
lasciate di fronte a vari negozi del nord America e dell'Europa. I
negozi sono stati selezionati in base al loro coinvolgimento con la
street culture. Link»

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