Serpica Naro

La sconosciuta stilista giapponese Serpica Naro, che ha chiuso la settimana della moda milanese, altri non era che l’anagramma di San Precario, il patrono inventato dai lavoratori precari.
Eppure nel tranello è caduta la Camera nazionale della moda che, di fronte alla candidatura della sedicente stilista anglo- nipponica, non ha esitato ad accreditarla e inserirla nel calendario ufficiale delle presentazioni del febbraio 2005.
Una beffa costruita ad arte da una rete di precari della stessa industria della moda.

Sulla passerella hanno sfilato otto modelli dedicati alle difficili condizioni di vita del lavoratore precario.Sono stati proposti abiti fascianti 'nascondi maternità', gonne 'anti-mano morta' disseminate di trappole per topi, tute da lavoro che nascondono il pigiama, perchè qualche volta è difficile svegliarsi per i turni di mattina, e abiti sdoppiati per chi fa due lavori.

La beffa di Serpica Naro è comparsa su tutti i quotidiani nazionali, i principali telegiornali e innumerevoli siti.
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We are not the high class
we are not the low class
we are the new class

Serpica naro, giovane artista e stilista anglonipponica, presentera' a Milano (il 26 febbraio dalle 19.00 alle 22.00 sul cavalcavia Bussa) durante la settimana della moda le proprie opere.
Le sue performances hanno conquistato l'attenzione dei critici ma hanno sempre lasciato uno strascico di polemiche per il suo uso spregiudicato di tematiche sociali e di ambienti metropolitani
L'Italia, paese in cui l'artista viene per la prima volta, non sembra fare eccezione

Serpica naro si ispira al total design che tratteggia artisticamente non solo abiti, accessori ed ambienti ma stili di vita e di prospettive sociali.
Formerdesigner aggressivamente invasiva, pervade ogni intimita' e diversita' per trasmutarla e rappresentarla nella propria opera convinta com'e' che il mondo debba essere ridisegnato dal principio attraverso i tratti e le virtu' del piacevole.
Nelle sue parole "we are not the high class, we are not the low class, we are the new class" c'e' tutta la sua ambizione ma e' proprio dai suoi spregiudicati atteggiamenti che nasce il contrasto con i giovani attivisti gay di Milano
"E' incredibile - sostiene serpica naro - che questa gente si comporti come se detenesse il copyright dello stile di vita gay
Io mi ispiro a cio' che ritengo degno di essere plasmato e ne rivendico il diritto visto che grazie al mio talento riesco a rendere anche la quotidianita' piu' scontata irresistibilmente affascinante Il mondo sta cambiando; e' ora che alle persone realmente capaci di tratteggiare nuove forme nei sensi e nuovi stili nella vita sia data la possibilita' di emergere e di mostrare la propria concezione dell'esistente."

"Mi sorprende - prosegue la brillante designer - l'atteggiamento pretestuoso di chi rivendica l'intimita' del proprio ghetto come universo privato ed autosufficiente ma queste critiche, lungi dall'intimorirmi, rafforzano in me la convinzione che le recondite oscurita' di questo mondo non debbano essere nascoste ma ridisegnate attreverso i parametri del piacevole Anche l'italia dovra' cambiare ma per farlo dovra' combattere l'inerzia culturale di un mondo che eclissandosi non scompare ma si nasconde nei ghetti mentali di quegli individui che per paura e vilta' si oppongono a tutto. Io sono qui per portare la nuova onda, il sogno, la bellezza il resto non mi interessa."
Serpica naro e' veramente paradossale, giapponese nei propri atteggiamenti composti e pacati si trasforma, nell'impeto emotivo, in un' irrestibile narratrice di sogni e si scorge nello sfondo del suo sguardo il segno della lunga permanenza londinese.

''la mia ricerca prosegue - spiega - quando uno vive, respira, sente l'esodo come una missione, come lo sento io, non si lascia spaventare da qualche protesta inutile. Alla fine vogliono solo rubare un po` di quell'attenzione mediatica che mi sono guadagnata da sola con anni di dedizione fatica e lavoro . La mia presentazione sorprendera'. Lascero' Milano senza parole. Voglio essere chiara: non ci sara' niente di scontato in essa. Sara' una performance artistica vitale e solare, sicuramente differente in tutto da cio' che siete abituati a vedere"

E continua: "Io ridisegno il pop. Con il progetto NonConform range riutilizzo l'idea dell'abito da lavoro per farne un oggetto hi-tech della vita quotidiana; non un inquinamento dadaista o finto minimal per le masse ma una giocosa appropriazione dell'abito come veicolo di piacevolezza. Io sono tutta per il mio popolo e i miei buyers, una Evita Peron con gli occhi a mandorla se vuoi (ride coprendosi con gesto lezioso delle mani la bocca). Regalo un sogno per chi non sa sognare ad occhi aperti, regalo un sogno da consolle multimediale: quando schiacci play sai che qualcosa di magico accadra' anche se sei sul divano di casa.

Tutti dovrebbero aspirare ad entrare nel mio mondo e trovo educativo, si' educativo presentare le mie collezioni nei quartieri popolari della mia citta'. Una sorta di pedagogia per adulti allo stile, il bello deve entrare come un virus anche dove non c'e', deve scatenare una reazione a catena, i desideri devono proliferare. Devono desiderare me. Devono desiderarmi ovunque. Al lavoro, sotto la propria divisa, magari indossando un mio intimo(sorride ancora), nei brutti quartieri, facendo la spesa in piccoli centri commerciali periferici, devono sentirsi parte del mio mondo se hanno un mio accessorio. Sono una valvola di sicurezza sociale, la high class deve sentirsi attratta da questo progetto come d'altronde la low class si deve far travolgere da questa voglia di corpi sognanti.
Non esiste conflitto se non nel comune diritto al sogno. Non esiste protesta che possa essere piu' efficace e radicale dell'intendere la vita come lo faccio io"

Intervista tratta dal sito specchietto settimana della moda.

Serpica Naro siamo Noi

Serpica Naro non esiste.
Serpica Naro è un meta-brand.
Serpica Naro e' una versione generosa del trademark, tutti coloro che vi si riconoscono possono parteciparvi. Serpica Naro è un luogo dove si incontrano immaginari e autoproduzione, creatività, stile e radicalità. Serpica Naro decreta la fine dei simboli ed afferma una metodologia, un immaginario, un pertugio attraverso il quale esprimere produzione sociale e conflittualità.
Serpica Naro è produzione autonoma di senso, un metodo di condivisione, apertura pubblica dei "codici", liberazione e messa in rete di competenze e intelligenze.
Serpica Naro come meta-marchio delle autoproduzioni è la risposta con la quale dichiariamo chiusa la settimana della moda e aperta la stagione della cospirazione precaria.

 


 
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