Blackspot Sneakers

Per anni ci siamo lamentati di come le multinazionali hanno preso il controllo su ogni aspetto della nostra vita. Per anni abbiamo criticato la Nike e le industrie delle calzature per le ripetute violazioni dei diritti umani, per le aggressive ed invasive campagne pubblicitarie, per la loro indifferenza alle questioni ambientali.

Ora abbiamo deciso di lanciare il contrattacco. Il risultato è il primo antibrand globale: le scarpe Blackspot, progettate per dare letteralmente un calcio nel culo alle multinazionali.
Vogliamo strappare fette di mercato alla Nike promuovendo un prodotto di qualità, etico ed ambientamentalmente sostenibile.

In fondo si tratta semplicemente di impiegare in maniera più intelligente i soldi che i grandi marchi investirebbero in pubblicità e sponsorizzazioni. Rethink the cool!

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La nostra missione

La Blackspot Anticorporation e le scarpe Blackspot Sneaker sono progetti dell'Adbusters Media Foundation. La nostra missione è quella creare una cooperativa di consumatori e di riaffermare la sovranità dei consumatori sul capitalismo. Speriamo che il progetto Blackspot Sneaker segni l'inizio di una nuova era nell'industria delle calzature contraddistinta dall'etica, dal rispetto dei diritti dei lavoratori e dalla sostenibilità ambientale.

Le scarpe sono compatibili con gli standard vegani e sono stati controllate da Robin Webb della Vegetarian Shoes del Regno Unito. Robin è un imprenditore che si è dedicato alla produzione di calzature etiche. Le Blackspots sono vendute solo nei negozi gestiti indipendentemente in tutto il mondo.

Stiamo usando al 100% canapa organica, lavorata con metodi naturali evitando l'uso di agenti chimici. Le scarpe Blackspot hanno punta e suola in gomma biodegradabile al 70%. Attualmente non stiamo usando colle a base d'acqua perchè difettano di resistenza e penalizzano la longevità della scarpa.
L'anti-logo bianco e il punto rosso sono dipinti a mano e le suole sono assemblate ed incollate per resistere a lungo.

La fabbrica

La fabbrica di scarpe Blackspot è situata in una regione rurale del Portogallo chiamata Felgueiras, un'area con 400 anni di tradizione calzaturificia. La fabbrica è stata gestita dalla stessa famiglia da tre generazioni. I propretari hanno la reputazione di essere degli eccellenti datori di lavoro.

I macchinari della fabbrica sono nuovi e all'avanguardia. Il ritmo di lavoro è buono come la qualità dell'aria. Gli ambienti di lavoro sono ampi e ben illuminati. L'inquinamento acustico è strettamente regolato e si può sentire musica in tutti gli edifici. E' una fabbrica modello secondo i sindacati, con una massima sicurezza sul lavoro. E' disponibile tutto l'equipaggiamento antinfortunistico necessario.

La giornata di lavoro è dalle 8 di mattina alle 6 si pomeriggio con un'ora e mezza per il pranzo (niente pause caffè). Gli straordinari non sono frequenti e sono generosamente pagati (solitalmente solo gli impiegati con inquadramento più alto come i progettisti e gli addetti al controllo qualità fanno ore di lavoro straordinarie). La prima ora di straordinario è pagata una volta e mezza l'ora ordinaria, eventuali altre sono maggiorate del 75%.

Il Portogallo ha un servizio di sanità pubblica per tutti i suoi cittadini. Un medico visita la fabbrica due volte a settimana e gli operai hanno diritto a illimitate visite gratuite.

I profitti

Sì, la Blakspot è un'impresa a scopo di lucro - non potrebbe esistere altrimenti. I profitti ci potranno dare la possibilità di lanciare una campagna televisiva. Se queste scarpe etiche ed ecologiche si imporranno come nell'industria delle scarpe da ginnastica, useremo ogni centesimo dei ricavati per campagne sociali che spaccano e marketing contro le multinazionali. Il bello è che spetterà agli azionisti della Blackspot Anticorporation decidere come impostare le campagne. Chiederemo di essere trasmessi dopo gli spot della McDonald's nei grandi network? Attaccheremo la Esso con inserzioni a piena pagina nel New York Times? O forse lanceremo una causa legale contro il monopolio della Viacom o investiremo in altre imprese Blackspot?

I salari

Il salario minimo in Portogallo è di 365 euro al mese. Gli operai della nostra fabbrica guadagnano fra i 420 e i 700 euro al mese, a seconda della mansione e dell'anzianità. In aggiunta al salario base ricevono 25 giorni di ferie pagate e due mensilità extra ogni anno. In tutto il compenso supera del 35% quello minimo.

Il sindacato

La ritenuta del sindacato è l'1% del salario e circa il 40% degli operai sono iscritti. Non tutti scelgono di iscriversi perchè molti non ne sentono il bisogno. I sindacati sono coivolti nelle vertenze contrattuli, forniscono rappresentanza legale e li tutelano da licenziamenti ingiusti. Tuttavia nessuno è mai stato licenziato senza giusta causa in questa fabbrica secondo le testimonianze rilasciate dai lavoratori in privato.

Gli operai ci han detto che questa fabbrica è una delle migliori in Portogallo.
Ci hanno anche detto che le fabbriche altamente sindacalizzate sono quelle gestite da società estere, perchè i lavoratori si sentono più vulnerabili.

Abbiamo incontrato impiegati iscritti ai sindacati, rappresentanti di base e funzionari dei sindacati. Tutti gli incontri sono avvenuti in privato. Tutte le persone intervistate sono state inequivocabili nel loro buon giudizio sulla fabbrica. L'alto grado di trasparenza era evidente.

 


 
La rivista


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